Un partito svizzero di destra ha prodotto una campagna provocatoria anti immigrazione nella quale si contrappone un'immagine di alcune modelle svizzere nude immerse nel logo di Zurigo, e una foto di alcune donne musulmane in acque molto sporche.

La campagna mira a mostrare cosa avverrebbe se il Paese accogliesse un gran numero di immigrati. Questa si propone proprio alle porte della votazione nel paese di una legge che permette di espellere automaticamente gli immigrati che commettono gravi reati.
Essa è stata prodotta da una branca regionale del Swiss People's Party (SVP), il partito più grande nel parlamento, e la forza politica maggiore del paese.
La prima immagine mostra una vista prorsteriore di alcune giovani donne che si tengono per mano nel lago di Zurigo. La seconda mostra un'immagine di molte donne immigrate, probabilmente albanesi o bosniache, che indossano il velo e si immergono un acqua putrida.
Questa foto vuole rappresentare una visione della Svizzera tra 20 anni, ovviamente, se la legge non verrà approvata e se l'immigrazione continuerà ad avanzare.
Una messaggera del partito ha dichiarato al The Daily Telegraph che la campagna è stata creata da attivisti del partito di Wohlen, la parte ovest della Svizzera, e che non sarà adottata dal partito in scala nazionale.
La Svizzera sarà chiamata alle urne per un referendum la prossima settimana, in cui verrà deciso la sorte della legge che ammette la deportazione automatica nel caso in cui un immigrato commetta un reato grave (omicidio, rapimento, traffico di droga e serie offese).
L'iniziativa legislativa è stata proposta dal SVP, che ha ottenuto molto consenso, strumentalizzando la paura dei cittadini verso gli immigrati che attualmente costituiscono oltre un quinto della popolazione in Svizzera di 7,7 milioni di euro.
Recenti polls mostrano che il 54% dei votanti svizzeri voterà probabilmente a favore della misura, mentre il 43% voterà contro.
Il ministro federale della giustizia ha allarmato il governo, affermando che un "si" il 28 novembre, potrebbe mettere la Svizzera in conflitto con obblighi internazionali come per esempio la Convenzione europea dei diritti umani, che proibisce la discriminazione in base alla razza, colore, religione o nazionalità.
Lo stesso partito l'anno corso ha causato indignazione generale per un poster che mostrava un gruppo di pecore bianche che cacciava una pecora nera fuori dai confini Svizzeri.

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