Un membro del governo giapponese, più precisamente, il ministro della Giustizia, si è dimesso oggi per aver scherzato su quanto sia facile il suo lavoro.
Il ministro Minoru Yanagida ha affermato che bastano due frasi per rispondere alle domande fattegli in parlamento, incluso "non faccio commenti su casi specifici" ('I do not comment on specific cases').
L'altra frase che disse la scorsa settimana fu " abbiamo a che fare con casi giustamente fondati sulla legge e sull'evidenza" ('We are dealing with the matter appropriately based on law and evidence'), creando un ondata di critiche.
La polemica ha anche ritardato l'avanzamento di un pacchetto di stimolo economico di $ 61bn attraverso il parlamento giapponese, La misura preme molto sul ruolo del partito democratico.
Rassegnando le sue dimissioni, Yanagida ha affermato: E' colpa mia, ho scherzato e sono stato imprudente, e ho il dovere di scusarmi. Ha lasciato il suo posto dopo l'incontro di lunedì mattina con il Primo ministro che si detto molto dispiaciuto per il rallentamento del pacchetto di stimolo.
La decisione del Ministro è stata inaspettata poichè nell'ultima settimana ha affermato più volte di non voler lasciare il suo posto. Il principale segretario del Gabinetto, Yoshito Sengoku, prenderà il suo posto fino a che non verrà trovato un altro candidato.
Foto da Repubblica.it
E' forse così che un politico si deve comportare? Forse noi italiani siamo troppo abituati a dei politici che non fanno caso all'apparenza in pubblico, che include le battute, le gaffe, ecc.. e che delinquono pure!
Ci ritroviamo in uno Stato in cui, uno del Ministri più importanti, Umberto Bossi, Ministro delle riforme, fino a pochi anni fa affermava che con la bandiera italiana ci si sarebbe pulito il sedere, che quando si alzava, prima ancora da fare colazione o andare in bagno, si avvicinava alla bandiera e le sputava sopra (condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana. Un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena per un'affermazione e condanna a pagare 3000 euro di multa per un'altra). Fu anche condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
Ci troviamo in uno Stato in cui un altro politico, Ministro della semplificazione normativa, Roberto Calderoli, si presentò alcuni anni fa ad una trasmissione con, sotto la camicia, una T-shirt raffigurante scene offensive per l'islam (si tratta della vignetta pubblicata in prima pagina da France Soir il 1º febbraio 2006, nella quale il profeta Maometto, in presenza Budda e Jahvè, viene rimproverato dal Dio cristiano che gli dice: "Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui"). Un politiche che nel 2008 affermò che alcune etnie sono più propense a delinquere. Che nel 2007 è stato inserito nella lista degli indagati nell'ambito dell'affaire Antoneneta, con la presunta accusa di appropriazione indebita. Che dopo i mondiali del 2008 ha affermato che «Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»
Ci troviamo in uno Stato in cui un senatore, Marcello Dell'Utri, è condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafiosa e ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale. Processato per tentata estorsione (Pallacanestro Trapani), per calunnia pluriaggravata, indagato nell'inchiesta P3. Un uomo che, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008, afferma che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché mentre era in carcere (dal 1995 al 2000per molteplici reati) avrebbe rifiutato di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione. Dell'Utri ha confermato le sue parole in occasione della conferenza stampa tenuta a seguito della sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa il 29 giugno 2010 aggiungendo: «Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi». Un politico che afferma che Mussolini è stato un uomo troppo buono per poter vincere la guerra. Un politico che, il 10 febbraio 2010, rilascia un'intervista a Beatrice Borromeo, per Il Fatto Quotidiano, in cui afferma di usare la politica per potersi difendere dai suoi guai giudiziari.
Ed ecco una "piccola" lista dei parlamentari condannati in via definitiva (aggiornata a maggio 2008):
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.
Per non parlare poi di Berlusconi: imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione e depenalizzazioni dei reati.
Imprenditore con alle spalle maxi finanziamenti di origine ignota (per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell'edilizia Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i cui clienti si potevano elencare Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò, si registrano anche numerosi finanziamenti da banche svizzere, e per questo non è stato possibile verificare che fossero i "benefattori"). Fu membro della loggia massonica P2 dal 26 gennaio 1978. Berlusconi, afferma l'economist, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, nel 2001 deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Propone e fa approvare ben 21 leggi ad personam, leggi che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società: Legge sulle rogatorie internazionali, Tremonti bis, Riforma del diritto societario, Legge Cirami sul legittimo sospetto, Finanziaria 2003, Decreto salva-calcio, Lodo Schifani, Lodo Retequattro, Finanziaria 2004, Legge Gasparri, Segreto di Stato sull'area denominata “Villa La Certosa” di Punta della Volpe, Estensione del condono edilizio alle zone protette, Legge ex-Cirielli, Testo unico della previdenza complementare, Legge Pecorella, Lodo Alfano, Decreto anticrisi, Acquisto delle proprie azioni, Scudo fiscale, Legittimo impedimento, Liti pendenti col fisco (e non dimentichiamo il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi). E non parliamo degli scandali sessuali!!
Possibile che negli altri stati ci si dimetta per delle battute e invece in Italia, abbiamo in Parlamento dei condannati in via definitiva?
Fonti: Repubblica, Wikipedia, Blog di Beppe Grillo

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