Julian Assange è stato arrestato ieri a Londra. Su di lui pende un mandato di cattura internazionale per un presunto stupro e due molesti sessuali. Atti che risalirebbero all'agosto scorso.
Non sembra strano che proprio in un momento in cui tutto il mondo attende la pubblicazione dei dossier di Wikileaks (e gran parte del mondo ne teme la pubblicazione), escano queste accuse?
La cosa strana è che con l'arresto del fondatore del sito, sono arrivati anche pesantissimi attacchi informatici al sito web e blocchi per i finanziamenti.
Ora Wikileaks non può più essere finanziato ne dai possessori Pay Pal, ne tramite la Postfinance e nemmeno con circuiti MasterCard e Visa.
Le prime due sono state attaccate da gruppo, denominato Operation Payback, operazione "resa dei conti". MasterCard e Visa invece hanno deciso, di loro spontanea volontà, di non permettere più questi finanziamenti, ribadendo che è stata una decisione presa autonomamente senza alcuna pressione politica. "MasterCard si sta attivando perché WikiLeaks non possa più accettare i prodotti a marchio MasterCard", ha detto un portavoce, spiegando che la decisione è destinata a limitare ulteriormente le fonti di reddito di WikiLeaks. Le finanze dell'organizzazione sono state sistematicamente attaccate nelle ultime ore: le autorità svizzere hanno chiuso un conto corrente utilizzato da Julian Assange mentre PayPal ha limitato in maniera permanente l'account utilizzato dal gruppo.
Gli attacchi arrivano da tutto il web: il sito era stato oscurato. Non si trovava in America, in Europa, in Cina, in Arabia Saudita. Adesso il sito ha cambiato forma e nomi: non è più Wikileaks.org, ma Wikileaks.ch per l'esilio svizzero, Wikileaks.li in Liechtenstein. Wikileaks.de in Germania, e così in Olanda, Finlandia, ecc...
C'è chi dice che è nata la prima info-guerra.
Per funzionare un sito ha bisogno di tre cose. Un server che lo ospiti: come Amazon, da cui l'altro giorno WikiLeaks è stata sbattuta fuori - non per le pressioni del governo Usa, dice il gigante di Jeff Bezos, ma perché, guarda te, WikiLeaks aveva violato le regole della ditta, visto che "non è padrona dei suoi contenuti", una mossa contestata anche da associazioni per i diritti umani. Poi serve un "registrar", una sorta di "pagine gialle" in cui l'indirizzo IP diventa un nome, tecnicamente un "dominio", tipo Wikileaks. org: e compagnie legalmente riconosciute ne trovate quante volete. A questo punto serve un "provider", qualcuno cioè che colleghi il vostro nome-indirizzo ai contenuti del server: e questo, fino a ieri, a WikiLeaks era garantito da una ditta americana, EveryDNS - che ha scisso il contratto non per le pressioni Usa ma perché, guarda te, gli attacchi degli hacker, "rischiavano di mandare in tilt anche gli altri 500mila domini che ospitiamo".
Ma la diffusione di nuovi file continua, grazie agli oltre 70 nuovi indirizzi web messi a disposizione da sostenitori del progetto di Julian Assange dopo il blocco del principale indirizzo Internet, wikileaks.org. In questo modo, hanno dichiarato i gestori delle piattaforme, sarà "impossibile bandire completamente WikiLeaks da internet".
Wikileaks ha risposto agli attacchi chiedendo ai suoi sostenitori di farsi sentire oggi, più che mai.
Tutti i metodi per bloccare la fuga di informazioni scomode per i politici, banche e potenti in generale nel mondo sembrano stati messi in atto.
Secondo Stephens, il suo avvocato, anche il mandato di cattura internazionale per stupro in Svezia è un pretesto per bloccare il fondatore del sito da cui sono partite le rivelazioni sull'attività diplomatica degli USA. E si dice che verrà estradato in America, una volta nelle mani della polizia svedese.
Il legale ha ricordato le "dichiarazioni bellicose" provenienti dagli Usa all'indirizzo di Assange. Come quelle di Robert Gibbs, portavoce della presidenza americana, secondo cui tanto Wikileaks quanto chi contribuisce alla sua diffusione di informazioni riservate sono "criminali", autori di "gravi violazioni della legge", una grave minaccia per quanti "conducono e aiutano" la politica estera americana. Sempre negli Usa, senatori repubblicani e indipendenti hanno annunciato per questa settimana la presentazione di una proposta di legge il cui obiettivo è di facilitare i ricorsi giuridici contro Wikileaks e Assange, non essendo il primo "un sito di informazione" e "non essendo il secondo un giornalista", secondo le parole del senatore repubblicano John Ensign.
Dalle pagine del Wall Street Journal, Dianne Feinstein, senatrice democratica e presidente del Senate Intelligence Committee statunitense, incalza: "Quando Assange ha reso pubblico il suo 'ultimo tesoro di documenti', oltre 250.000 cablogrammi segreti del Dipartimento di Stato Usa, egli ha "intenzionalmente danneggiato il governo statunitense". Secondo Feinstein, la legge che Assange "continua a violare" è lo 'Espionage Act' del 1917, che definisce delitto grave per un soggetto non autorizzato il possedere o trasmettere "informazioni correlate alla difesa nazionale che il possessore abbia ragione di credere potrebbero essere usate contro gli Stati Uniti o a vantaggio di nazioni straniere".
Anche la politica italiana si fa sentire: il ministro degli Esteri Franco Frattini è stato soddisfatto dell'arresto. "Era ora, l'accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo", ha commentato. "Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono". Non solo l'accusa di stupro dunque, per il ministro "l'ultima pubblicazione dei siti sensibili è davvero un crimine grave. E' una mappatura fornita gratis - ha concluso Frattini - ai terroristi per colpire. Mi auguro quindi che Assange sia processato anche per altri reati". Anche per il segretario alla Difesa americano Robert Gates l'arresto di Assange è una buona notizia. Lo ha detto a margine di un incontro con le truppe americane in Afghanistan.
E' chiaro che il mondo è diviso a metà. C'è che dice che quello che Assange sta facendo può mettere in pericolo le relazioni tra gli Stati, la situazione diplomatica mondiale e la sicurezza globale ne esce malconcia.
C'è invece chi afferma che quello che il fondatore di Wikileaks sta facendo è un servizio pubblico importantissimo. Mettere chiarezza su quello che i detentori del potere (politico, diplomatico e economico, ecc..) fanno può renderli più responsabili, chiari e trasparenti.
Sicuramente è difficile dare assoluta ragione a una parte o all'altra.


