martedì 22 febbraio 2011

Il Rubygate agli occhi degli altri

Geoff Andrews, OpenDemocracy, Gran Bretagna
Berlusconi verrà processato con due capi d'accusa: aver ottenuto delle prestazioni sessuali da una ragazza all'epoca diciassettenne, e aver abusato del suo potere per negoziare con la polizia il suo rilascio da un commissariato. 

In passato Berlusconi ha evitato vari processi, sfruttando la prescrizione o proteggendosi con l'immunità parlamentare. (...)
Le recenti accuse al premier sono l'ultimo capitolo di una lunga serie di casi di corruzione e scandali sessuali che lo coinvolgono da più di un decennio. Ma negli ultimi mesi sembra che l'apparente declino della reputazione di B. sia rapido e irreversibile: solo il 30,4 % degli italiani sostiene ancora il Presidente del Consiglio.
Il pesante danno alla reputazione dell'Italia deriva in gran parte dal successo di B. nel rimodellare il paese a sua immagine e somiglianza. Un cocktail di denaro, sesso e di interessi personali ha permesso al berlusconismo di corrodere i normali meccanismi di garanzia : lo stato di diritto, l'uguaglianza dei cittadini e la trasparenza della politica.  L'identità stessa dell'Italia ne è uscita danneggiata.
il 13 febbraio milioni di manifestanti, in maggioranza donne, hanno invaso le città italiane protestando contro il modo in cui B. usa il potere per umiliare le donne. L'idea di un leader che procura alloggi gratis a delle ragazza per farle partecipare ai festini nelle sue residenze mostra un disprezzo totale dei diveri derivanti dal suo ruolo pubblico.
Il crescente numero di italiano che pretende le dimissioni del Cavaliere sa bene che questo sarebbe solo il primo passo per consentire al paese di riconquistare lo status di partner internazionale affidabile. La stagnante economia italiana ha profondi problemi strutturali, l'intolleranza verso gli stranieri è cresciuta con l'arrivo di nuovi immigrati nordafricani dopo la rivoluzione tunisina. (...)
Metà del paese è indifferente agli eccessi del premier e alla sua permanenza alla guida del paese, mentre l'altra metà è terrorizzata dai colpi inflitti all'immagine dell'Italia e frustrata dall'assenza di una credibile alternativa politica.





Salvatore Aloise, Le Monde, Francia
Silvio Berlusconi si trovava in Sicilia quando ha saputo che il 6 aprile dovrà comparire in tribunale per rispondere dei reati di concussione e prostituzione minorile. Il premier era sull'isola per verificare la capienza di un centro di accoglienza destinato agli immigrati sbarcati negli ultimi giorni sull'isola di Lampedusa. E' possibile che la sua missione umanitaria rientri in una nuova strategia comunicativa? Il messaggio è chiaro: mentre il capo del governo cerca di risolvere i problemi del paese, la magistratura, condizionata dalla sinistra, prova a toglierlo di mezzo per via giudiziaria. (...) Accogliendo la richiesta di rito immediato avanzato dalla procura di Milano, in un certo senso il giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo ha già fornito una prima risposta sulla presunta colpevolezza del Cavaliere. Il codice penale italiano prevede il rito immediato solo in caso di "prove evidenti". (...)

Questo è il succo dello scandalo che potrebbe costare caro a Silvio Berlusconi: fino a 12 anni di carcere per concussione e fino a 3 anni per prostituzione minorile, con l'aggiunta dell'interdizione dei pubblici uffici. (...)
Berlusconi non potrà beneficiare del legittimo impedimento, che a gennaio è stato parzialmente bocciato dalla Corte costituzionale. Se vorrà evitare di presentarsi in tribunale, dovrà giustificare la sua assenza volta per volta, fornendo delle motivazioni che dovranno essere valutate dai giudici. Ma anche se B. non si presentasse in aula, è facile immaginare gli effetti devastanti che la sfilata di decine di giovani donne chiamate a testimoniare potrebbe avere sulla sua immagine.

Michael Braun, Die Tageszeitung, Germania
(...) Il problema di B. non ha a che fare solo con la sua vita privata: come privato cittadino non sarebbe mai riuscito a convincere i vertici delle polizia milanese a rilasciare una ragazza di 17 anni sospettata di furto. In questa storia l'unica cosa privata è la concezione berlusconiana della cosa pubblica. B. è entrato in politica per privatizzare il sistema a proprio vantaggio, come dimostrano i criteri del tutto personali con cui vengono selezionati i deputati. Se B. si diverte a ospitare feste è affar sui, finchè non infrange la legge. Ma il fatto che l'èlite politica italiana sia selezionata nel corso di serate libertine, bunga bunga e talent show non c'entra niente con la "sfera privata", ed è in realtà il vero e proprio scandalo del Rubygate.

The Daily Telegraph, Gran Bretagna
(...) Il priapico premier italiano è stato rinviato a giudizio e sarà processato. Berlusconi però non è estraneo alle aule del tribunale: nel corso degli anni ha subito molti processi, che avrebbero stroncato qualsiasi altro politico. Lui è sempre sopravvissuto ed è perfino diventato una specie di eroe agli occhi dei maschi italiani. Ma stavolta il Cavaliere rischia di avere quello che si merita.

Fiona Ehlers, Der Spiegel, Germania
(...) Negli ultimi giorni, oltre alla manifestazione delle donne per protestare contro il comportamento maschilista del premier (ndr), ci sono state anche manifestazioni a sostegno di Berlusconi. E naturalmente il premier si è difeso dicendo di essere vittima di un sistema giudiziario che ricorre agli stessi metodi usati dalle spie delle Stasi nella Germania comunista. Il ministro degli esteri Frattini non ha escluso la possibilità che il presidente del cosniglio ricorra alla corte europea dei diritti dell'uomo per la violazione del suo diritto alla privacy.
L'Italia, insomma, è sempre la stessa gabbia di matti.

sabato 29 gennaio 2011

Esistono altre donne

Esistono altre donne
di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari». Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo.

mercoledì 8 dicembre 2010

Julian Assange arrestato a Londra. I potenti contro di lui.


Julian Assange è stato arrestato ieri a Londra. Su di lui pende un mandato di cattura internazionale per un presunto stupro e due molesti sessuali. Atti che risalirebbero all'agosto scorso.
Non sembra strano che proprio in un momento in cui tutto il mondo attende la pubblicazione dei dossier di Wikileaks (e gran parte del mondo ne teme la pubblicazione), escano queste accuse? 


La cosa strana è che con l'arresto del fondatore del sito, sono arrivati anche pesantissimi attacchi informatici al sito web e blocchi per i finanziamenti. 
Ora Wikileaks non può più essere finanziato ne dai possessori Pay Pal, ne tramite la Postfinance e nemmeno con circuiti MasterCard e Visa. 
Le prime due sono state attaccate da gruppo, denominato Operation Payback, operazione "resa dei conti". MasterCard e Visa invece hanno deciso, di loro spontanea volontà, di non permettere più questi finanziamenti, ribadendo che è stata una decisione presa autonomamente senza alcuna pressione politica. "MasterCard si sta attivando perché WikiLeaks non possa più accettare i prodotti a marchio MasterCard", ha detto un portavoce, spiegando che la decisione è destinata a limitare ulteriormente le fonti di reddito di WikiLeaks. Le finanze dell'organizzazione sono state sistematicamente attaccate nelle ultime ore: le autorità svizzere hanno chiuso un conto corrente utilizzato da Julian Assange mentre PayPal ha limitato in maniera permanente l'account utilizzato dal gruppo. 


Gli attacchi arrivano da tutto il web: il sito era stato oscurato. Non si trovava in America, in Europa, in Cina, in Arabia Saudita. Adesso il sito ha cambiato forma e nomi: non è più Wikileaks.org, ma Wikileaks.ch per l'esilio svizzero, Wikileaks.li in Liechtenstein. Wikileaks.de in Germania, e così in Olanda, Finlandia, ecc...

C'è chi dice che è nata la prima info-guerra.
Per funzionare un sito ha bisogno di tre cose. Un server che lo ospiti: come Amazon, da cui l'altro giorno WikiLeaks è stata sbattuta fuori - non per le pressioni del governo Usa, dice il gigante di Jeff Bezos, ma perché, guarda te, WikiLeaks aveva violato le regole della ditta, visto che "non è padrona dei suoi contenuti", una mossa contestata anche da associazioni per i diritti umani. Poi serve un "registrar", una sorta di "pagine gialle" in cui l'indirizzo IP diventa un nome, tecnicamente un "dominio", tipo Wikileaks. org: e compagnie legalmente riconosciute ne trovate quante volete. A questo punto serve un "provider", qualcuno cioè che colleghi il vostro nome-indirizzo ai contenuti del server: e questo, fino a ieri, a WikiLeaks era garantito da una ditta americana, EveryDNS - che ha scisso il contratto non per le pressioni Usa ma perché, guarda te, gli attacchi degli hacker, "rischiavano di mandare in tilt anche gli altri 500mila domini che ospitiamo".
Ma la diffusione di nuovi file continua, grazie agli oltre 70 nuovi indirizzi web messi a disposizione da sostenitori del progetto di Julian Assange dopo il blocco del principale indirizzo Internet, wikileaks.org. In questo modo, hanno dichiarato i gestori delle piattaforme, sarà "impossibile bandire completamente WikiLeaks da internet".
Wikileaks ha risposto agli attacchi chiedendo ai suoi sostenitori di farsi sentire oggi, più che mai.



Tutti i metodi per bloccare la fuga di informazioni scomode per i politici, banche e potenti in generale nel mondo sembrano stati messi in atto. 

Secondo Stephens, il suo avvocato, anche il mandato di cattura internazionale per stupro in Svezia è un pretesto per bloccare il fondatore del sito da cui sono partite le rivelazioni sull'attività diplomatica degli USA. E si dice che verrà estradato in America, una volta nelle mani della polizia svedese.

Il legale ha ricordato le "dichiarazioni bellicose" provenienti dagli Usa all'indirizzo di Assange. Come quelle di Robert Gibbs, portavoce della presidenza americana, secondo cui tanto Wikileaks quanto chi contribuisce alla sua diffusione di informazioni riservate sono "criminali", autori di "gravi violazioni della legge", una grave minaccia per quanti "conducono e aiutano" la politica estera americana. Sempre negli Usa, senatori repubblicani e indipendenti hanno annunciato per questa settimana la presentazione di una proposta di legge il cui obiettivo è di facilitare i ricorsi giuridici contro Wikileaks e Assange, non essendo il primo "un sito di informazione" e "non essendo il secondo un giornalista", secondo le parole del senatore repubblicano John Ensign.
Dalle pagine del Wall Street Journal, Dianne Feinstein, senatrice democratica e presidente del Senate Intelligence Committee statunitense, incalza: "Quando Assange ha reso pubblico il suo 'ultimo tesoro di documenti', oltre 250.000 cablogrammi segreti del Dipartimento di Stato Usa, egli ha "intenzionalmente danneggiato il governo statunitense". Secondo Feinstein, la legge che Assange "continua a violare" è lo 'Espionage Act' del 1917, che definisce delitto grave per un soggetto non autorizzato il possedere o trasmettere "informazioni correlate alla difesa nazionale che il possessore abbia ragione di credere potrebbero essere usate contro gli Stati Uniti o a vantaggio di nazioni straniere".

Anche la politica italiana si fa sentire: il ministro degli Esteri Franco Frattini è stato soddisfatto dell'arresto. "Era ora, l'accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo", ha commentato. "Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono". Non solo l'accusa di stupro dunque, per il ministro "l'ultima pubblicazione dei siti sensibili è davvero un crimine grave. E' una mappatura fornita gratis - ha concluso Frattini - ai terroristi per colpire. Mi auguro quindi che Assange sia processato anche per altri reati". Anche per il segretario alla Difesa americano Robert Gates l'arresto di Assange è una buona notizia. Lo ha detto a margine di un incontro con le truppe americane in Afghanistan.

E' chiaro che il mondo è diviso a metà. C'è che dice che quello che Assange sta facendo può mettere in pericolo le relazioni tra gli Stati, la situazione diplomatica mondiale e la sicurezza globale ne esce malconcia.
C'è invece chi afferma che quello che il fondatore di Wikileaks sta facendo è un servizio pubblico importantissimo. Mettere chiarezza su quello che i detentori del potere (politico, diplomatico e economico, ecc..) fanno può renderli più responsabili, chiari e trasparenti.
Sicuramente è difficile dare assoluta ragione a una parte o all'altra.

martedì 23 novembre 2010

Il ministro della giustizia giapponese si dimette per una battuta. E in Italia?

Un membro del governo giapponese, più precisamente, il ministro della Giustizia, si è dimesso oggi per aver scherzato su quanto sia facile il suo lavoro. 
Il ministro Minoru Yanagida ha affermato che bastano due frasi per rispondere alle domande fattegli in parlamento, incluso "non faccio commenti su casi specifici" ('I do not comment on specific cases').
L'altra frase che disse la scorsa settimana fu " abbiamo a che fare con casi giustamente fondati sulla legge e sull'evidenza" ('We are dealing with the matter appropriately based on law and evidence'), creando un ondata di critiche.
La polemica ha anche ritardato l'avanzamento di un pacchetto di stimolo economico di $ 61bn attraverso il parlamento giapponese, La misura preme molto sul ruolo del partito democratico.
Rassegnando le sue dimissioni, Yanagida ha affermato: E' colpa mia, ho scherzato e sono stato imprudente, e ho il dovere di scusarmi. Ha lasciato il suo posto dopo l'incontro di lunedì mattina con il Primo ministro che si  detto molto dispiaciuto per il rallentamento del pacchetto di stimolo.
La decisione del Ministro è stata inaspettata poichè nell'ultima settimana ha affermato più volte di non voler lasciare il suo posto. Il principale segretario del Gabinetto, Yoshito Sengoku, prenderà il suo posto fino a che non verrà trovato un altro candidato.

Foto da Repubblica.it

E' forse così che un politico si deve comportare? Forse noi italiani siamo troppo abituati a dei politici che non fanno caso all'apparenza in pubblico, che include le battute, le gaffe, ecc.. e che delinquono pure!

Ci ritroviamo in uno Stato in cui, uno del Ministri più importanti, Umberto Bossi, Ministro delle riforme, fino a pochi anni fa affermava che con la bandiera italiana ci si sarebbe pulito il sedere, che quando si alzava, prima ancora da fare colazione o andare in bagno, si avvicinava alla bandiera e le sputava sopra (condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana. Un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena per un'affermazione e condanna a pagare 3000 euro di multa per un'altra). Fu anche condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
Ci troviamo in uno Stato in cui un altro politico, Ministro della semplificazione normativa, Roberto Calderoli, si presentò alcuni anni fa ad una trasmissione con, sotto la camicia, una T-shirt raffigurante scene offensive per l'islam (si tratta della vignetta pubblicata in prima pagina da France Soir il 1º febbraio 2006, nella quale il profeta Maometto, in presenza Budda e Jahvè, viene rimproverato dal Dio cristiano che gli dice: "Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui"). Un politiche che nel 2008 affermò che alcune etnie sono più propense a delinquere. Che nel 2007 è stato inserito nella lista degli indagati nell'ambito dell'affaire Antoneneta, con la presunta accusa di appropriazione indebita. Che dopo i mondiali del 2008 ha affermato che «Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»
Ci troviamo in uno Stato in cui un senatore, Marcello Dell'Utri, è condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafiosa e ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale. Processato per tentata estorsione (Pallacanestro Trapani), per calunnia pluriaggravata, indagato nell'inchiesta P3. Un uomo che, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008afferma che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché mentre era in carcere (dal 1995 al 2000per molteplici reati) avrebbe rifiutato di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione. Dell'Utri ha confermato le sue parole in occasione della conferenza stampa tenuta a seguito della sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa il 29 giugno 2010 aggiungendo: «Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi». Un politico che afferma che Mussolini è stato un uomo troppo buono per poter vincere la guerra. Un politico che, i10 febbraio 2010, rilascia un'intervista a Beatrice Borromeo, per Il Fatto Quotidiano, in cui afferma di usare la politica per potersi difendere dai suoi guai giudiziari. 

Ed ecco una "piccola" lista dei parlamentari condannati in via definitiva (aggiornata a maggio 2008):
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.


Per non parlare poi di Berlusconiimputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione e depenalizzazioni dei reati. 
Imprenditore con alle spalle maxi finanziamenti di origine ignota (per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell'edilizia Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i cui clienti si potevano elencare Totò RiinaBernardo Provenzano e Pippo Calò, si registrano anche numerosi finanziamenti da banche svizzere, e per questo non è stato possibile verificare che fossero i "benefattori"). Fu membro della loggia massonica P2  dal 26 gennaio 1978. Berlusconi, afferma l'economist, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, nel 2001 deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Propone e fa approvare ben 21 leggi ad personam, leggi che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società: Legge sulle rogatorie internazionali, Tremonti bis, Riforma del diritto societario, Legge Cirami sul legittimo sospetto, Finanziaria 2003, Decreto salva-calcio, Lodo SchifaniLodo RetequattroFinanziaria 2004, Legge GasparriSegreto di Stato sull'area denominata “Villa La Certosa” di Punta della Volpe, Estensione del condono edilizio alle zone protette, Legge ex-Cirielli, Testo unico della previdenza complementare, Legge PecorellaLodo AlfanoDecreto anticrisi, Acquisto delle proprie azioni, Scudo fiscale, Legittimo impedimento, Liti pendenti col fisco (e non dimentichiamo il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi). E non parliamo degli scandali sessuali!!


Possibile che negli altri stati ci si dimetta per delle battute e invece in Italia, abbiamo in Parlamento dei condannati in via definitiva?



Fonti: Repubblica, Wikipedia, Blog di Beppe Grillo

lunedì 22 novembre 2010

Corrado Guzzanti a Vieni via con me. L'elenco che farà male al programma. Ma fa bene a noi.



Il Giornale replica a Saviano: la macchina del fango non è quella che dici tu, è una macchina vera, l'abbiamo vista ad Arcore, e si usa con una vasca e due lottatrici nude.

Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo 'Mubarak'.

L'ira di Berlusconi contro Fini: 'Futuro e Libertà è un ossimoro!"... Scelga: o futuro per noi o libertà per loro.

Su alcuni manifesti del Pd compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori!

I cittadini chiedono a Masi se pensa che sarebbe giusto privatizzare la Rai risponde: 'Un'altra volta?'

Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini vorranno aggiungere a margine una preferenza, la scheda non sarà invalidata.

Rutelli va a un incontro con Fini e Casini. Gli danno l'indirizzo sbagliato.

Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson.

Nelle scuole italiane non c'è carta igenica, il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati.

Berlusconi corrompe dei senatori. 'Mi hanno detto che erano maggiorenni'.

Maroni vuole costringere le donne islamiche, per farsi riconoscere, a togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande.

Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana.

Torna Pannella con un nuovo digiuno... Ma ormai quando arriva la fine del mese la concorrenza è spietata.

Sulle emergenze il governo si confonde, butta i manifestanti abruzzesi in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza.

Berlusconi: "Scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un'oretta?"

Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello. 

Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista, è stato postfascista, ora tornando al futurismo, è pre-fascista.

Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie e il primo partito al mondo che le perde.

Il Papa condona l'uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui faveramente freddo...

Un preservativo condonato si chiama Condon

L'anomalia storica della Fiat, gli italiani da sempre gli pagano le macchine ma poi non le comprano.

La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo.

Il governo dei fatti: catturato il pusher.

Polemica contro la comunità europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocefissi e togliere le scuole.

Università italiana. La Gelmini vuole aiutare la ricerca: 'Provate tutti a fare il percorso all'indietro'

La fuga dei cervelli all'estero: Gasparri si scorda il corpo qui.

Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private cattoliche in cambio ha un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al 2012...

Il Papa attacca i laici poi si scusa: avevo capito l'Ici!

Il Partito Democratico propone la sua legge elettorale: alla francese, con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all'australiana come fosse antàni.


La camorra contro Saviano: "La scorta ci impedisce un contraddittorio".

La Lega telefona alla 'ndrangheta: Ma ci cercavate per qualcosa? 

Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia.

Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell'Irlanda, speriamo di non fare la fine dell'Italia...



Corrado Guzzanti


http://www.youtube.com/watch?v=0V_Km10I8wc

Politiche anti immigrazione. Cosa usano i partiti per fare presa.


Un partito svizzero di destra ha prodotto una campagna provocatoria anti immigrazione nella quale si contrappone un'immagine di alcune modelle svizzere nude immerse nel logo di Zurigo, e una foto di alcune donne musulmane in acque molto sporche.



La campagna mira a mostrare cosa avverrebbe se il Paese accogliesse un gran numero di immigrati. Questa si propone proprio alle porte della votazione nel paese di una legge che permette di espellere automaticamente gli immigrati che commettono gravi reati.

Essa è stata prodotta da una branca regionale del Swiss People's Party (SVP), il partito più grande nel parlamento, e la forza politica maggiore del paese.
La prima immagine mostra una vista prorsteriore di alcune giovani donne che si tengono per mano nel lago di Zurigo. La seconda mostra un'immagine di molte donne immigrate, probabilmente albanesi o bosniache, che indossano il velo e si immergono un acqua putrida.
Questa foto vuole rappresentare una visione della Svizzera tra 20 anni, ovviamente, se la legge non verrà approvata e se l'immigrazione continuerà ad avanzare.

Una messaggera del partito ha dichiarato al The Daily Telegraph che la campagna è stata creata da attivisti del partito di Wohlen, la parte ovest della Svizzera, e che non sarà adottata dal partito in scala nazionale.

La Svizzera sarà chiamata alle urne per un referendum la prossima settimana, in cui verrà deciso la sorte della legge che ammette la deportazione automatica nel caso in cui un immigrato commetta un reato grave (omicidio, rapimento, traffico di droga e serie offese). 

L'iniziativa legislativa è stata proposta dal SVP, che ha ottenuto molto consenso, strumentalizzando la paura dei cittadini verso gli immigrati che attualmente costituiscono oltre un quinto della popolazione in Svizzera di 7,7 milioni di euro.
Recenti polls mostrano che il 54% dei votanti svizzeri voterà probabilmente a favore della misura, mentre il 43% voterà contro.
Il ministro federale della giustizia ha allarmato il governo, affermando che un "si" il 28 novembre, potrebbe mettere la Svizzera in conflitto con obblighi internazionali come per esempio la Convenzione europea dei diritti umani, che proibisce la discriminazione in base alla razza, colore, religione o nazionalità.

Lo stesso partito l'anno corso ha causato indignazione generale per un poster che mostrava un gruppo di pecore bianche che cacciava una pecora nera fuori dai confini Svizzeri.