martedì 23 novembre 2010

Il ministro della giustizia giapponese si dimette per una battuta. E in Italia?

Un membro del governo giapponese, più precisamente, il ministro della Giustizia, si è dimesso oggi per aver scherzato su quanto sia facile il suo lavoro. 
Il ministro Minoru Yanagida ha affermato che bastano due frasi per rispondere alle domande fattegli in parlamento, incluso "non faccio commenti su casi specifici" ('I do not comment on specific cases').
L'altra frase che disse la scorsa settimana fu " abbiamo a che fare con casi giustamente fondati sulla legge e sull'evidenza" ('We are dealing with the matter appropriately based on law and evidence'), creando un ondata di critiche.
La polemica ha anche ritardato l'avanzamento di un pacchetto di stimolo economico di $ 61bn attraverso il parlamento giapponese, La misura preme molto sul ruolo del partito democratico.
Rassegnando le sue dimissioni, Yanagida ha affermato: E' colpa mia, ho scherzato e sono stato imprudente, e ho il dovere di scusarmi. Ha lasciato il suo posto dopo l'incontro di lunedì mattina con il Primo ministro che si  detto molto dispiaciuto per il rallentamento del pacchetto di stimolo.
La decisione del Ministro è stata inaspettata poichè nell'ultima settimana ha affermato più volte di non voler lasciare il suo posto. Il principale segretario del Gabinetto, Yoshito Sengoku, prenderà il suo posto fino a che non verrà trovato un altro candidato.

Foto da Repubblica.it

E' forse così che un politico si deve comportare? Forse noi italiani siamo troppo abituati a dei politici che non fanno caso all'apparenza in pubblico, che include le battute, le gaffe, ecc.. e che delinquono pure!

Ci ritroviamo in uno Stato in cui, uno del Ministri più importanti, Umberto Bossi, Ministro delle riforme, fino a pochi anni fa affermava che con la bandiera italiana ci si sarebbe pulito il sedere, che quando si alzava, prima ancora da fare colazione o andare in bagno, si avvicinava alla bandiera e le sputava sopra (condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana. Un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena per un'affermazione e condanna a pagare 3000 euro di multa per un'altra). Fu anche condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
Ci troviamo in uno Stato in cui un altro politico, Ministro della semplificazione normativa, Roberto Calderoli, si presentò alcuni anni fa ad una trasmissione con, sotto la camicia, una T-shirt raffigurante scene offensive per l'islam (si tratta della vignetta pubblicata in prima pagina da France Soir il 1º febbraio 2006, nella quale il profeta Maometto, in presenza Budda e Jahvè, viene rimproverato dal Dio cristiano che gli dice: "Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui"). Un politiche che nel 2008 affermò che alcune etnie sono più propense a delinquere. Che nel 2007 è stato inserito nella lista degli indagati nell'ambito dell'affaire Antoneneta, con la presunta accusa di appropriazione indebita. Che dopo i mondiali del 2008 ha affermato che «Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»
Ci troviamo in uno Stato in cui un senatore, Marcello Dell'Utri, è condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafiosa e ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale. Processato per tentata estorsione (Pallacanestro Trapani), per calunnia pluriaggravata, indagato nell'inchiesta P3. Un uomo che, a pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008afferma che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché mentre era in carcere (dal 1995 al 2000per molteplici reati) avrebbe rifiutato di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione. Dell'Utri ha confermato le sue parole in occasione della conferenza stampa tenuta a seguito della sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa il 29 giugno 2010 aggiungendo: «Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi». Un politico che afferma che Mussolini è stato un uomo troppo buono per poter vincere la guerra. Un politico che, i10 febbraio 2010, rilascia un'intervista a Beatrice Borromeo, per Il Fatto Quotidiano, in cui afferma di usare la politica per potersi difendere dai suoi guai giudiziari. 

Ed ecco una "piccola" lista dei parlamentari condannati in via definitiva (aggiornata a maggio 2008):
Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.
Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).
De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
Farina Renato (FI): patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).
Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.
Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.
Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.
Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.


Per non parlare poi di Berlusconiimputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione e depenalizzazioni dei reati. 
Imprenditore con alle spalle maxi finanziamenti di origine ignota (per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell'edilizia Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i cui clienti si potevano elencare Totò RiinaBernardo Provenzano e Pippo Calò, si registrano anche numerosi finanziamenti da banche svizzere, e per questo non è stato possibile verificare che fossero i "benefattori"). Fu membro della loggia massonica P2  dal 26 gennaio 1978. Berlusconi, afferma l'economist, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, nel 2001 deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Propone e fa approvare ben 21 leggi ad personam, leggi che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società: Legge sulle rogatorie internazionali, Tremonti bis, Riforma del diritto societario, Legge Cirami sul legittimo sospetto, Finanziaria 2003, Decreto salva-calcio, Lodo SchifaniLodo RetequattroFinanziaria 2004, Legge GasparriSegreto di Stato sull'area denominata “Villa La Certosa” di Punta della Volpe, Estensione del condono edilizio alle zone protette, Legge ex-Cirielli, Testo unico della previdenza complementare, Legge PecorellaLodo AlfanoDecreto anticrisi, Acquisto delle proprie azioni, Scudo fiscale, Legittimo impedimento, Liti pendenti col fisco (e non dimentichiamo il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi). E non parliamo degli scandali sessuali!!


Possibile che negli altri stati ci si dimetta per delle battute e invece in Italia, abbiamo in Parlamento dei condannati in via definitiva?



Fonti: Repubblica, Wikipedia, Blog di Beppe Grillo

lunedì 22 novembre 2010

Corrado Guzzanti a Vieni via con me. L'elenco che farà male al programma. Ma fa bene a noi.



Il Giornale replica a Saviano: la macchina del fango non è quella che dici tu, è una macchina vera, l'abbiamo vista ad Arcore, e si usa con una vasca e due lottatrici nude.

Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo 'Mubarak'.

L'ira di Berlusconi contro Fini: 'Futuro e Libertà è un ossimoro!"... Scelga: o futuro per noi o libertà per loro.

Su alcuni manifesti del Pd compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori!

I cittadini chiedono a Masi se pensa che sarebbe giusto privatizzare la Rai risponde: 'Un'altra volta?'

Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini vorranno aggiungere a margine una preferenza, la scheda non sarà invalidata.

Rutelli va a un incontro con Fini e Casini. Gli danno l'indirizzo sbagliato.

Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson.

Nelle scuole italiane non c'è carta igenica, il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati.

Berlusconi corrompe dei senatori. 'Mi hanno detto che erano maggiorenni'.

Maroni vuole costringere le donne islamiche, per farsi riconoscere, a togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande.

Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana.

Torna Pannella con un nuovo digiuno... Ma ormai quando arriva la fine del mese la concorrenza è spietata.

Sulle emergenze il governo si confonde, butta i manifestanti abruzzesi in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza.

Berlusconi: "Scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un'oretta?"

Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello. 

Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista, è stato postfascista, ora tornando al futurismo, è pre-fascista.

Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie e il primo partito al mondo che le perde.

Il Papa condona l'uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui faveramente freddo...

Un preservativo condonato si chiama Condon

L'anomalia storica della Fiat, gli italiani da sempre gli pagano le macchine ma poi non le comprano.

La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo.

Il governo dei fatti: catturato il pusher.

Polemica contro la comunità europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocefissi e togliere le scuole.

Università italiana. La Gelmini vuole aiutare la ricerca: 'Provate tutti a fare il percorso all'indietro'

La fuga dei cervelli all'estero: Gasparri si scorda il corpo qui.

Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private cattoliche in cambio ha un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al 2012...

Il Papa attacca i laici poi si scusa: avevo capito l'Ici!

Il Partito Democratico propone la sua legge elettorale: alla francese, con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all'australiana come fosse antàni.


La camorra contro Saviano: "La scorta ci impedisce un contraddittorio".

La Lega telefona alla 'ndrangheta: Ma ci cercavate per qualcosa? 

Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia.

Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell'Irlanda, speriamo di non fare la fine dell'Italia...



Corrado Guzzanti


http://www.youtube.com/watch?v=0V_Km10I8wc

Politiche anti immigrazione. Cosa usano i partiti per fare presa.


Un partito svizzero di destra ha prodotto una campagna provocatoria anti immigrazione nella quale si contrappone un'immagine di alcune modelle svizzere nude immerse nel logo di Zurigo, e una foto di alcune donne musulmane in acque molto sporche.



La campagna mira a mostrare cosa avverrebbe se il Paese accogliesse un gran numero di immigrati. Questa si propone proprio alle porte della votazione nel paese di una legge che permette di espellere automaticamente gli immigrati che commettono gravi reati.

Essa è stata prodotta da una branca regionale del Swiss People's Party (SVP), il partito più grande nel parlamento, e la forza politica maggiore del paese.
La prima immagine mostra una vista prorsteriore di alcune giovani donne che si tengono per mano nel lago di Zurigo. La seconda mostra un'immagine di molte donne immigrate, probabilmente albanesi o bosniache, che indossano il velo e si immergono un acqua putrida.
Questa foto vuole rappresentare una visione della Svizzera tra 20 anni, ovviamente, se la legge non verrà approvata e se l'immigrazione continuerà ad avanzare.

Una messaggera del partito ha dichiarato al The Daily Telegraph che la campagna è stata creata da attivisti del partito di Wohlen, la parte ovest della Svizzera, e che non sarà adottata dal partito in scala nazionale.

La Svizzera sarà chiamata alle urne per un referendum la prossima settimana, in cui verrà deciso la sorte della legge che ammette la deportazione automatica nel caso in cui un immigrato commetta un reato grave (omicidio, rapimento, traffico di droga e serie offese). 

L'iniziativa legislativa è stata proposta dal SVP, che ha ottenuto molto consenso, strumentalizzando la paura dei cittadini verso gli immigrati che attualmente costituiscono oltre un quinto della popolazione in Svizzera di 7,7 milioni di euro.
Recenti polls mostrano che il 54% dei votanti svizzeri voterà probabilmente a favore della misura, mentre il 43% voterà contro.
Il ministro federale della giustizia ha allarmato il governo, affermando che un "si" il 28 novembre, potrebbe mettere la Svizzera in conflitto con obblighi internazionali come per esempio la Convenzione europea dei diritti umani, che proibisce la discriminazione in base alla razza, colore, religione o nazionalità.

Lo stesso partito l'anno corso ha causato indignazione generale per un poster che mostrava un gruppo di pecore bianche che cacciava una pecora nera fuori dai confini Svizzeri.


mercoledì 17 novembre 2010

Come ci vedono all'estero

Comprando l'Internazionale si ha sempre l'impressione di vivere in una barzelletta e non in uno Stato.

In Italia la politica è normalmente collegata a fatti loschi e scandalistici. D'altronde è così dai tempi più antichi. Pensiamo a Messalina, la moglie dell'imperatore Claudio nell'antica Roma: si divertiva a partecipare a grandi orge e addirittura a scappare dai palazzi imperiali per prostituirsi nel bordelli. Oppure ai figli avuti dia Papi Aessandro VI e Paolo III (si dice che il figlio di questo fosse addirittura omosessuale).
L'italia è quindi abituata al legame tra il potere e lo scandalo.
Ma vediamo cosa dicono di noi chi non ha la nostra promiscua storia, chi ha ancora una visiona almeno vagamente pura della politica.

Prendiamo per esempio "Die Zeit", un settimanale tedesco.
Questo fa un breve sunto della storia "sessuale" (quella conosciuta dai media) del nostro premier. Parte dalla ancora oscura vicenda che ha coinvolto la giovanissima Noemi, adesso dimenticata, per poi passare alla escort D'Addario, colei che ha passato al notte nel lussuoso letto che Putin ha regalato a Berlusconi, per poi parlare di Nadia, la ragazza che ha ricevuto 10000 euro per due prestazioni sessuali, la quale ha raccontato di alcune feste a cui aveva partecipato in cui erano presenti ragazze giovanissime "di 17 e 18 anni. Entravano e uscivano dalla sua camera da letto."
Infine si parla di Ruby, la (da pochissimo) diciottenne marocchina fermata a Milano per furto la quale ha ricevuto un trattamento di favore dal premier, avendo quest'ultimo chiamato in questura per fare in modo che venisse rilasciata in quanto nipote di Mubarak. Da questa vicenda sono iniziate anche delle indagini su sfruttamente della prostituzione minorile in cui sono coinvolte molto persone vicine al premier (per esempio Lele Mora ndr).

In relazione con queste questioni si parla anche del caso Marrazzo, l'ex governatore del centrosinistra del Lazio che si faceva accompagnare regolarmente con l'auto di servizio a casa di una prostituta transessuale. Si è dimesso e ora lavora in Rai. Una delle transessuali coinvolte nello scandalo è stata trovata carbonizzata nel suo appartamento alcuni mesi dopo.

Per molti italiani è imbarazzante avere una classe politiche come questa. E' imbarazzante essere governati da Berlusconi. Ed è imbarazzante anche secondo molti uomini di chiesa, come l'ormai famoso Tettamanzi.
E' imbarazzante anche avere per ministra delle pari opportunità una ex show-girl molto scostumata nella sua passata professione. E' questo un triste paradosso per un paese che ha avuto uno dei più importanti movimenti femministi d'Europa.

Ma Berlusconi ci abitua a tutto, anche al fatto di essere rimasti senza un ministro per lo sviluppo economico (dopo le dimissioni di Scajola per via di un altro scandalo di corruzione) per ben cinque mesi. D'altronde che se ne fa l'Italia di un ministro per lo sviluppo economico?
Era più importante organizzare il benvenuto di Gheddafi con le 200 hostess ha cui sono state impartite lezioni di corano.

Forse il problema principale è che gli italiani sono più interessati alle faccende private di Berlusconi piuttosto che alle accuse che lo riguardano (falso in bilancio, evasione fiscale, corruzione).
Ecco a voi la sua più grande capacità: distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla crisi della democrazia italiana.

sabato 13 novembre 2010

Dove finiscono gli immigrati respinti dall'Italia?

Vagando per il web sono capitata sulle pagine di wikipedia dedicate ai CPT (centri di permanenza temporanea) e ai CIE (centri di identificazione e di espulsione). 

Più e più volte mi sono chiesta che fine facessero gli immigrati clandestini che vengono respinti dall'Italia verso i propri paesi di origine. Ebbene, gli immigrati di origine africana vengono deportati in dei centri simili ai nostri CIE, in cui le condizioni igieniche, di informazione e di sicurezza sono a dir poco precarie.


In Libano ne esistono tre, tutti in mezzo al deserto. Durante in tragitto si registrano moltissimo decessi, nessuna ong è mai stata ammessa in questi centri, coloro che sono riusciti a scappare parlano di condizioni di prigionia durissime, di bambini orfani che nascono e vivono li come se il mondo per loro fosse soltanto quel posto, parlano di famiglie intere che vivono li da anni, parlano di razioni minime di solo riso e acqua ogni 2 giorni.
La cosa più sconvolgente è che queste strutture sono state finanziate in parte dal governo italiano. Prima devastiamo la popolazione libanese, e poi per farci perdonare da Gheddafi, gli diamo finanziamenti per costruire dei campi di concentramento (sono chiamati proprio così!)? I libanesi ce ne sono infinitamente grati, immagino!

No a questa flagrante violazione del diritto umano all'asilo, diritto sancito dall'art. 10 della Costituzione della Repubblica italiana, uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico. Questa e' la repubblica italiana, non la repubblica di Salo'.

Lo sfogo della scorta di Berlusconi: “Ci fa vergognare”

Lo sfogo della scorta: non siamo Carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Ci fanno fare i tassisti per i festini, quando nostri colleghi sono morti per magistrati o politici
“Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.

“Le feste ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”.

“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.

“Ci è capitato di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.

“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

Da il Fatto quotidiano del 3 novembre 2010

Ho fatto un sogno.

Passeggio per la mia citta’, e’ domenica mattina, il sole e’ gia’ alto nel cielo. Mi imbatto in una piccola e variopinta folla da cui si levano urla di giubilo: e’ un matrimonio, ogni domenica se ne celebra uno nella piazza del Comune, oggi tocca ad Anna e Lucia suggellare il loro amore. Una locandina distoglie la mia attenzione: il capo del governo chiede con forza misure contro le morti sul lavoro, venti morti bianche all’anno sono ancora troppe. Bambini spensierati giocano in un giardinetto li’ accanto, cosi’ pulito e curato da brillare in lontananza: un genitore, da lontano, li sorveglia distrattamente mentre cerca di rilassarsi un poco al sole di primavera. Un vigile segnala a un’automobilista che li’ non si puo’ parcheggiare, e questi ringrazia. Quattro ragazzotti coi jeans stracciati si inseguono e scherzano fra loro; uno di questi spacchetta una rivista e butta il nylon nel cestino. Le biblioteche sono aperte, e cosi’ gli uffici comunali e i negozi. Le facce sorridenti, gli animi distesi: e’ domenica. Autobus elettrici sibilano assieme alle poche auto. 


Poi mi sveglio...non e’ un matrimonio, e’ l’unione simbolica e non riconosciuta celebrata durante un gay pride, il premier vuole bandire le intercettazioni e mettere la mordacchia ai magistrati, genitori preoccupati sorvegliano i propri figli costretti a giocare in giardinetti sporchi e terra di conquista per spacciatori e bulletti, SUV in doppia fila ostacolano il passaggio dell’unico autobus che la domenica passa nel giro di un’ora, fra carte ed escrementi il marciapiede quasi non si vede piu’, i negozi sono sprangati, i ragazzotti maleducati, le facce delle persone corrucciate e sospettose, la mano stretta sulla borsetta, il rumore assordante e i polmoni di chi passeggia in difficolta’. Il cielo e’ grigio, ma dietro allo smog c’e’ ancora il sole… chissa’, forse per questo paese, per questo mondo c’e’ ancora una speranza.